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zedz

linea piatta

bizarre dee

francesco barbieri


Nasce a Leiden, in Olanda, nel 1971.
Lavora come grafico per clienti internazionali e come artista presenta le sue opere in gallerie, eventi e festival sempre a livello internazionale.
A quattordici anni inizia a fare i graffiti. Dopo un paio di anni padroneggia ormai le basi del writing e inizia a sviluppare all'interno dei graffiti uno stile più caratteristico e una filosofia che diventano le fondamenta per le opere d'arte che ha creato e continua a creare tutt'ora.
Nel 1992 si trasferisce a Amsterdam per studiare alla celebre accademia d'arte Gerrit Rietveld. Dopo essersi laureato nel 1998 inizia a lavorare nelle arti visive e come grafico freelance. Mentre lavora, sia per vari clienti che per i suoi progetti specifici, continua a evolvere il suo stile nei graffiti e il suo peculiare linguaggio visivo.
Il lavoro di Zedz è basato sulla tipografia e può essere visto come una ricerca continua di nuovi modi di presentare il suo nome; così facendo si trova a creare una tipografia espressiva e giocosa che si rapporta col ritmo, con la forma, con la dimensionalità e la leggibilità delle lettere. Queste le fondamenta del suo lavoro, che si avvale di molteplici discipline: pittura, graffiti, grafica -computer e oggetti tridimensionali.
Le sue opere possono differire per aspetto e dimensioni: dai disegni alle miniature e ai modellini, fino a lavori giganti di pittura e oggetti tridimensionali, senza trascurare il lavoro di art-director o progetti su larga scala.
Buoni esempi di lavoro sperimentale si trovano nei progetti collaborativi con l'architetto Marc Maurer (MUA: Maurer United Architets) che esplorano il confine fra graffiti e architettura (1999-2003). Questa ricerca ha portato a un incrocio fra queste due discipline nel quale lo sketch per un graffito viene trasformato in un progetto per oggetti architettonici tridimensionali di grandi dimensioni. I lavori per eventi come il World Flatground (BMX)Championship (2005), così come le svariate animazioni su commissione, provano la facilità dell'utilizzo di tecniche differenti, così come la capacità di avere una visione d'insieme per coordinare complessi progetti su larga scala e guidare un team nella realizzazione.
Zedz vuole creare un tipo di graffiti che hanno uno scopo multiplo, dei pezzi che sono veri e propri oggetti sui quali è possibile sedersi e rilassarsi o essere utilizzati per farci sopra un trick con lo skateboard o con la bici: lettering trasformato in oggetti che si relazionano con le dimensioni umane e che interagiscono con il pubblico.
Lo scopo dei graffiti di Zedz è divertirsi cercando nuovi modi di presentarsi e, tramite questi, dare al pubblico la possibilità di osservare il writing in modo diverso. Questo è il modo in cui Zedz vuol dare uno scopo e un significato alle sue opere d'arte ispirate ai graffiti.

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Linea Piatta. da anni ossessionato dalla meccanicità del gesto autistico con cui traccia linee sui muri.
Il concetto di linea è essenzialmente un concetto lineare: tracciare una linea comporta il creare delle forme.
Le forme assumono il connotato di lettere alfabetiche. La fusione di queste lettere crea un nome.
Per ogni nome si sviluppa un'identità diversa, ognuna diversamente ossesionata dallo stesso gesto: tracciare linee piatte.
Una linea, creando una forma, assimila automaticamente il contenuto del proprio spazio interno.
Gli spazi contenenti una geometrica modularità grafica generano una realtà vettoriale, dalla quale derivano altrettante linee piatte.
Le realtà vettoriali sono composte da visioni totalmente minimaliste, scandite da poche ed essenziali linee, al cui interno è possibile muoversi solamente attraversando campiture inequivocabilmente piatte.
Questa è l'ossessione per i graffiti, questo è l'autismo di scrivere il proprio nome... ovunque e comunque.

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Bizarre Dee è un artista e designer nato a Roma nel 1982.
Autodidatta, fin dalla prima adolescenza si avvicina alla pittura e all'arte visiva in genere. Comincia a muovere i primi passi nel mondo del writing, studiando un lettering personale, contaminato dalla tradizione newyorkese, ma rielaborato e sviluppato anche attraverso numerosi viaggi e contatti con i più importanti protagonisti delle scene europee, che lo portano a conquistare negli anni un ruolo di spicco nel panorama internazionale, eseguendo graffiti in gran parte delle metropoli del continente.
Il suo percorso pittorico nasce dalla volontà ' di comunicare ad un pubblico più ampio, esulando dal lettering e lavorando su segni iconici. E' la libertà espressiva il vero filo conduttore tra la sua attività di writer outdoor e quella pittorica. La capacita' di giocare con le forme, siano esse astratte o figurative, sintetizzate in modo fluido e dinamico e definite con outlines marcate, con una particolare attenzione alla componente cromatica particolarmente vivace e piatta, caratterizza i suoi dipinti, enfatizzandoli maggiormente.
L'ispirazione nasce dalla metropoli, dove il caos domina, i colori sono forti, gli stili e le mode si sommano, dando vita a spunti creativi continui, e dove i mezzi di comunicazione di massa forniscono input e icone da riprendere.
Una visione velatamente cinica e grottesca, tinta di nera ironia, è alla base del lavoro dell'artista, dando vita ad una dimensione parallela in cui tutte le immagini che affollano la sua mente si liberano e riempiono lo spazio, creando delle composizioni che rapiscono e portano dentro un mondo fiabesco e psichedelico che aliena dalla realtà.
L'attività espositiva di Bizarre Dee comincia con una prima mostra personale nello spazio di Avia Pervia a Modena nel 2010, e prosegue nel 2011 con una personale a due con l'artista Stefano "Pane" Monfeli curata da Nu Factory presso il teatro Palladum di Roma. La prima collettiva internazionale con Horfee, Ikaroz e Non Stop Smolito per la galleria Alain Daudet di Tolosa.

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Francesco Barbieri è un artista proveniente dal graffiti writing, movimento nel quale si è distinto per anni grazie al suo approccio hardcore che ripercorre lo spirito originale di questa pratica.
Negli ultimi anni si è concentrato su un percorso artistico parallelo che punta a catturare l'energia cruda degli ambienti dove si è trovato a operare per un lungo periodo come writer: periferie desolate, palazzi abbandonati, tunnel, stazioni e sottopassi ferroviari sperduti in molte città  europee e americane.
Il suo linguaggio visivo si ispira a questo tipo di paesaggi per combinarsi con tecniche pittoriche piu tradizionali, dal collage all'uso della spatola.
Francesco Barbieri ha preso parte a diversi progetti multidiscliplinari che sconfinano nel campo dell'architettura, grafica, moda, televisione e fotografia. Vive e lavora a Pisa.

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